Lettera sul caso Norma Cossetto

L’ANPI provinciale di Padova ha seguito con attenzione la vicenda del fumetto realizzato da una casa editrice della destra estrema, la Ferrogallico,” sulla vicenda di Norma Cossetto. Al di là di valutazioni narrative e figurative, che certamente non ci competono, il testo in parola si caratterizza come assai carente e fazioso sul piano della ricostruzione storica.

E’ un fatto terribile e ingiusto che Norma Cossetto sia stata assassinata essenzialmente per le sue convinzioni nazionaliste e per la sua appartenenza ad una famiglia fascista. E’ un fatto che non risulta le siano state attribuite e riconosciute colpe gravi nella persecuzione antislava e antipartigiana. Nemmeno in una logica brutale di resa dei conti degli oppressi contro gli oppressori, che caratterizzò il Settembre 1943l in Istria ci sembrano giustificabili la violenza e la morte che furono portate a Norma Cossetto.

Ma le foibe istriane e la morte ingiusta e crudele di Norma non nascono dal nulla. Prima delle foibe del 1943 ci sono vent’anni di persecuzione nazionalista e fascista di tutto ciò che era sloveno e croato; processi al Tribunale Speciale Fascista, condanne al carcere, al confino, alla morte. Prima del 1943 c’è l’invasione della Jugoslavia da parte del fascismo italiano, fianco a fianco dei Nazisti tedeschi e ungheresi; c’è il sostegno fascista agli ustascia croati, carnefici di serbi, di ebrei e di zingari. Prima delle foibe ci sono migliaia di morti ,partigiani e civili, in tutta la Jugoslavia invasa. Di tutto questo, e dell’odio che il Fascismo e il Nazismo procurarono e scatenarono, non c’è traccia alcuna nel fumetto di Ferrogallico.

Una cosa è denunciare la morte assurda e ingiusta di una ragazza di 23 anni che in nessun modo meritava di morire, tanto più in modo barbaro e crudele; altro è-di fatto- assolvere il Fascismo che porta una grave responsabilità del clima di odio e di indiscriminata vendetta che ha avvelenato quelle terre.

Quanto alla polemica scatenatasi sulla presentazione in pubblico del fumetto su Norma Cossetto l’ANPI condivide pienamente la decisione assunta dall’Amministrazione Comunale di Padova che ha subordinato la concessione di una sala pubblica alla presentazione della domanda da parte di una Associazione conosciuta e riconosciuta come l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia; quest’ultima, come avviene per tutte le Associazioni richiedenti, ha sottoscritto un disciplinare di responsabilità che comporta l’impegno a rispettare diverse norme amministrative e di legge, fra queste le leggi Scelba e Mancino, che proibiscono e perseguono come reati l’apologia di fascismo, di razzismo e ogni pratica discriminatoria.

 

Per la Presidenza provinciale dell’ANPI di Padova

Floriana Rizzetto

 

Padova, 6 aprile 2018

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