Comunicato sull’intitolazione di una via ai “Martiri di Codevigo”

Di seguito il comunicato redatto da alcune sezioni ANPI del padovano, successivamente ripreso in questo articolo:

Quando un’Amministrazione intitola una via o una piazza ad una persona o a un gruppo di persone  significa che riconosce e vuol far ricordare ai cittadini l’esemplarità e la positività di vite spese per valori umani, politici, civici, religiosi per cui la persona ricordata si è spesa attivamente.

Quando qualcuno viene definito martire significa che ha testimoniato, con il sacrificio della vita, la fedeltà e la coerenza a valori su cui poggia la società democratica e in cui la comunità si riconosce.

E’ alla luce di queste considerazioni che l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia ritiene del tutto inopportuna e sbagliata la proposta di intitolare un luogo pubblico di Selvazzano Dentro ai Martiri di Codevigo.  Con questa dizione, che riteniamo almeno improvvida, ci si riferisce a circa 140 fra militari della cosiddetta Repubblica Sociale Italiana, della Guardia Nazionale Repubblicana, delle Brigate Nere e civili del comune basso padovano, militanti fascisti repubblichini, che furono uccisi mediante esecuzioni sommarie da parte di partigiani garibaldini e militari del Gruppo di Combattimento Cremona, che avevano partecipato alla Guerra di Liberazione combattendo i nazisti e i fascisti assieme alle truppe britanniche dell’Ottava Armata.

Siamo convinti che, a Codevigo, si svolse un eccidio indiscriminato e crudele, che tolse la vita a gerarchi fascisti romagnoli e locali, a persone attivamente impegnate nel collaborazionismo con il tedesco invasore e nella caccia sanguinosa ai renitenti, ai resistenti, ai civili che li sostenevano; ma anche a persone poco o per nulla colpevoli, ingiustamente uccise per la divisa che portavano, più che per le colpe di cui si erano effettivamente macchiate.

Ma in nessun modo dobbiamo portare ad esempio da imitare le vite di chi comunque scelse di collaborare perché l’Italia continuasse una guerra aggressiva e rovinosa a fianco dei camerati tedeschi; in nessun modo dobbiamo assolvere dalle sue responsabilità il fascismo della RSI che condannava a morte tutti gli oppositori, che preparava le liste per la deportazione nei lager degli Ebrei, che organizzava i rastrellamenti che uccidevano e razziavano i civili. Dobbiamo avere pietà e rispetto di tutti i morti, soprattutto di chi è stato ucciso dopo processi sommari: ma l’ingiustizia da molti subita con la morte violenta non li assolve da una vita che fu al servizio della violenza, della discriminazione, del razzismo.

E, se i morti di Codevigo debbono esser intesi come testimoni, lo sono, purtroppo, di una ideologia sbagliata e assassina, che portò il nostro Paese alla rovina: ed è sulle rovine di questa ideologia e del regime fascista che è sorta la nostra Repubblica, fondata sui valori della Costituzione repubblicana, democratica, pacifista, umanista: in una parola antifascista.

Associazione Nazionale Partigiani d’Italia: Floriana Rizzetto, Presidente Provinciale di Padova; Renzo Soranzo, Presidente Sezione Terme Euganee.

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