Nuovo comunicato sulla presenza di Benato a Redipuglia

Carissimi/e, abbiamo ricevuto la lettera che segue dal Consigliere Comunale del centro dx. di Cadoneghe Andrea Benato, che, per parte sua, ha inviato copia della stessa alla stampa locale. A nostro avviso la lettera ha due caratteristiche: 1) nella parte iniziale dipinge in modo non corrispondente al vero la manifestazione di Lusiana del 2011. Essa ha avuto un sapore inequivocabile di apologia del fascismo, come è abbondantemente confermato dal’ esibizione della bandiera della Repubblica di Salò e del saluto romano. 2) nella parte dedicata alle riconsiderazioni del gesto essa segna una indiscutibile autocritica da parte dello stesso e, soprattutto, è seguita da affermazioni chiare e nette sulla Resistenza, sulla non equiparazioni di partigiani con fascisti, sulla Costituzione. Tutte cose indiscutibili per le persone che conoscono e rispettano la Costituzione, ma, appunto, quotidianamente messe in discussione, quando non vilipese, da fascisti e revisionisti. Ci fanno quindi piacere e apprezziamo il percorso autocritico e le conclusioni di Benato: ricordiamo che in questo senso già egli si espresse con una lettera privata al dirigente di Forza Italia Maschi; ma anche evidenziamo che, su nostra richiesta, oggi egli rende pubbliche e rafforza quelle posizioni.

Quanto alla decisione del Sindaco di Cadoneghe di affidare a Benato il compito di rappresentare ufficialmente il Comune alla manifestazione di Redipuglia riconfermiamo ciò che abbiamo espresso ripetutamente, fin dal colloquio che con lui abbiamo avuto, assieme a Silvano Carraro, lo scorso 5 Novembre: il suo errore è stato quello di compiere “l’investitura” senza pretendere, anticipatamente, quelle pubbliche dichiarazioni che, oggi, sono state rese da Benato, solo su ferma e doverosa sollecitazione da parte della nostra Associazione. Questa nostra critica è accompagnata dalla stupita meraviglia di dover registrare questo comportamento da parte di un Sindaco, che, fin qui, si era invece distinto per un coerente e fattivo impegno antifascista e antirazzista. Non abbiamo dubbio alcuno sulle convinzioni e sulla pratica democratica, antifascista, solidale, di Michele Schiavo; abbiamo il dovere di sottolineare, fraternamente e fermamente, quello che riteniamo essere stato un errore.

Ci auguriamo che i quotidiani diano rapidamente notizia sia della nostra dichiarazione, che già avete ricevuto, sia delle presenti considerazioni, sia della lettera di Andrea Benato.

Cordiali saluti a tutti/e.

Floriana Rizzetto e Maurizio Angelini

Gentili giornaliste e p.c. sezz. ANPI Cadoneghe e Padova,

facendo seguito alle questioni che stanno tenendo banco negli ultimi giorni circa la mia partecipazione a Redipuglia il 4 novembre e alla foto del 2011 tengo a precisare quanto segue, anche a complemento del comunicato stampa inoltratoVi da Anpi che gentilmente mi è stato girato:

“La famosa foto del 2011 rappresenta senz’altro un errore. La nostra intenzione non era quella di fare apologia del fascismo, nè di pubblicizzare atteggiamenti fuori dal tempo e dalla storia. Nel contesto di una battaglia portata avanti da tutto il centrodestra dell’epoca, ovvero quello della pacificazione nazionale tra due parti combattenti (una dalla parte della libertà e della democrazia, l’altra per la dittatura e l’oppressione, questo va riconosciuto) ma pur sempre italiani, i ragazzi del PDL di Vicenza avevano ritenuto di sbeffeggiare il sindaco Variati, mettendosi in posa fascista; il sindaco, aveva infatti bollato come fascisti coloro i quali proponevano di cambiare il nome del museo della Resistenza di Vicenza, da museo della Resistenza a museo della Concordia/Pacificazione Nazionale.

Trovandomi assieme a loro quel giorno, giorno in cui si ricordavano con una messa tutti i caduti della guerra civile 1943-1945, e condividendo l’idea della Pacificazione Nazionale (idea per la quale tutto il PDL si era speso), ritenni di prestarmi a quella posa.
Fu una decisione sbagliata; e non col senno di poi per quello che venne fuori sui giornali, ma fu la scelta stessa infelice, perchè anzichè andare nella direzione del dialogo andammo nella direzione dello scontro e l’obiettivo fu clamorosamente mancato.
Inoltre,  se si crede nel rispetto di tutti i caduti quella foto, anche se non voleva essere pubblicizzata, ferisce una grossa parte dei caduti e dei superstiti, ovvero i Partigiani.
Non ho presentato queste mie valutazioni postume all’accaduto ai giornali perchè non volevo che la polemica continuasse. Si sappia che negli anni successivi non ho più preso parte ad alcuna manifestazione neanche lontanamente assimilabile a quella, nemmeno, ovviamente, durante il mio mandato di Consigliere Comunale.
 Le vecchie ferite difficilmente si saneranno e se lo faranno non sarà certo per merito mio.
La mia posizione su quell’epoca resta chiara, come del resto è sempre stata la posizione di tutto il PDL di allora: ci riconosciamo nella Costituzione, nella Repubblica, riconosciamo la giustezza della lotta partigiana per la libertà e la democrazia ma rispettiamo (come disse pure Giorgio Napolitano) tutti i caduti italiani della guerra civile 1943-1945.
Credo che oggi la ricorrenza del centenario della vittoria nella Prima Guerra Mondiale possa essere l’occasione per stringersi tutti intorno al Tricolore, superando definitivamente trincee e muri.
In fede
Andrea Benato
Mail priva di virus. www.avast.com

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