Archivio di Stato di Padova, Corte d’Assise Straordinaria, b. 868, fasc. sentenza n. 448 su Marzon Bruno et al., fascicolo non numerato [delle perizie], fogli dal 2 al 5

(nel foglio 2 vi è il Processo Verbale di presentazione e deposito di perizia secondo cui il 18/4/1946 il Prof. Cesare Soprano produce tre fogli di carta scritta che dal foglio 3 al 5 così riportano, ndr.):

Simeoni Luigi di 24 anni da castello di Godego da me visitato il 3 aprile 1946 è stato arrestato da elementi delle brigate nere nel febbraio 1945, condotto nella caserma di Galliera Veneta e qui largamente seviziato. Su di lui venne riversata la rabbia dei militi soprattutto con percosse applicate con le armi da fuoco al capo, al dorso ed agli arti inferiori, con applicazioni di corrente elettrica ai genitali ed all’orificio anale, con la forzata ingestione di dense soluzioni saline. A ciò seguì un prolungato periodo di detenzione nella caserma della S.D. di Padova donde venne tratto poco prima dell’arrivo delle truppe alleate. Egli lamenta il permanere di notevoli disturbi che sarebbero rappresentati soprattutto da: dolori agli arti inferiori ed al braccio sinistro, crisi di balbuzie in particolari circostanze; ha anche l’impressione di avere cambiato carattere. Questi disturbi lo avrebbero persino consigliato di rimandare il matrimonio che avrebbe dovuto contrarre in quest’epoca. Nega di avere sofferto precedentemente di malattie. Esame obiettivo – Giovanotto di aspetto conforme l’età particolarmente robusto. Parla in modo corrente senza inceppi e senza apparenti lacune nella memoria. Talvolta si apprezza una lievissima tendenza alla balbuzie. Il suo comportamento è corretto, l’esposizione piuttosto affrettata; appare del tutto orientato nello spazio, nel tempo; i sentimenti non sono espressi con tinte anormali. Il raziocinio e l’intelligenza non appaiono discongruenti o deficienti in rapporto ala sua condizione sociale e culturale. Unico elemento che si manifesta in modo abbastanza tenue è la preoccupazione per le sue condizioni generali e sessuali. Alla regione frontoparietale sinistra una cicatrice biancastra, lunga circa 4 cm., solida e libera, alla regione occipitale altra rotondeggiante, più piccola per il rimanente con simili caratteristiche. Nessuna alterazione morfologica all’arto superiore sinistro che ha trofismo normale e movimenti completi. Nulla al tronco ed agli organi delle grandi cavità toracica ed addominale; alla regione anteriore e posteriore del torace si osservano chiazze iperpigmentate verosimilmente per eczema seborroico ed elementi di acne giovanile. Piccola cicatrice alla superficie anteriore della spina tibiale di destra; non alterazioni morfologiche delle ginocchia. Non alterazioni accertabili a carico dei genitali. L’esame del sistema nervoso è negativo ove si eccettui la positività della prova di Mongazzini e la presenza di tremori di natura nevrosica delle palpebre chiuse e delle dita protese. Studio del caso Le lesioni di carattere traumatologico, verosimilmente estese, hanno lasciato postumi notevolmente modesti rappresentati essenzialmente dalle cicatrici descritte. Lo stato di malattia derivato da esse in unione alle altre lesioni contusive che sono da presumere ampie e diffuse si può ritenere durato all’incirca un mese. Non restano tracce accertabili delle applicazioni di corrente elettrica né delle bastonature in corrispondenza del braccio sinistro dove, malgrado la positività della prova di Mingazzini, non si osservano alterazioni del trofismo né dei riflessi; né alle ginocchia che presentano reperto negativo salvo per la presenza di scrosci. A questo riguardo però è necessario tenere presente che la presenza di scrocsci bilateralmente è espressione in genere di una condizione che non si può ritenere direttamente patologica oppure è da riferire a fatti reumatici, ma non traumatici. Rimangono da esaminare i disturbi di carattere psichico; parte di essi (deficienza sessuale, senso di inabilità lavorativa, di cambiamento di carattere) per la loro lievità non si prestano ad un accertamento obiettivo e nei riguardi della balbuzie sarebbe necessaria la documentazione di una precedente inesistenza; ma soprattutto per quanto si riferisce alla loro valutazione penalistica debbono essere esaminati nei riguardi della permanenza. Appare evidente nel caso in questione che essi, segni nevrosici per eccellenza, sono accompagnati anche da altri segni che confermano il diagnostico, sono da ritenere sostenuti, almeno parzialmente, dalle attuali contingenze giudiziarie e da ritenere suscettibili di subita risoluzione, data anche la loro lievità, non appena l’animo del Simeoni sarà sgombro dalla preoccupazione contingente del processo e, forse, di possibili risarcimenti. E’ tuttora discusso se queste condizioni siano tali da integrare agli effetti penalistici uno stato di malattia; nella specie data la lievità delle manifestazioni ciò appare molto dubbio e quindi da respingere. Si risponde pertanto ai proposti quesiti: I°) Simeoni Luigi ha riportato nel febbraio del 1945 numerose lesioni contusive assieme a ferite lacere e ad applicazioni di coorente elettrica. 2°) Da tali lesioni è derivto stato di malattia per giorni trenta. Non residuano postumi permanenti penalmente valutabili. 3°) Mancano elementi che possano far ritenere che il periziando sia stato in pericolo di vita. Prof. Cesare Soprana

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