Archivio di Stato di Padova, Corte d’Assise Straordinaria, b. 868, fasc. sentenza n. 448 su Marzon Bruno et al., f.s., foglio 12

Cittadella 9/7/1945 All’Ill.mo Signor Governatore di Cittadella Il sottoscritto Avvocato Giuseppe Cappello presidente della Commissione di Epurazione di Cittadella espone quanto segue: Sabato 7 corrente il sottoscritto interrogò certi DI VELO ASCANIO e MAZZON BRUNO già detenuti presso la Casa di Pena di Padova e tradotti appositamente con debita scorta presso le carceri di Cittadella perché deponessero in riguardo all’arresto avvenuto il 18 novembre 1944 del maestro ZURLO Luigi del quale è ignota a tutt’oggi la fine ma che purtroppo, con fondamento, si ritiene soppresso da criminali nazifascisti. Il Mazzon Bruno era già stato altra volta interrogato al riguardo ed aveva risposto come da verbale N. 1=2

Il Di Velo come a verbale N. 3.

Dopo lungo e sfibrante interrogatorio il Mazzon esausto dichiarò che alfine avrebbe detta tutta la verità ed affermò quanto scritto e firmato nel verbale N. 4.

Si fa presente che il Sig. Rebeschini Costante ex podestà fascista repubblicano di Cittadella, che assisté all’interrogatorio del 7 corrente, si trovava in carcere perché anche lui sospetto di aver favorito l’arresto dello Zurlo.

Presenti all’interrogatorio del Mazzon e del Di Velo erano pure l’Avv. Giaretta, il sig. Rebellato Albino, Sinioni Giuseppe, Simioni Ottorino, Orio Luciano della Commissione di Epurazione, Armano Giuseppe presidente del Comitato di Liberazione Nazionale e la Moglie dello Zurlo, col fratello dello stesso.

Appreso il contenuto del verbale il sottoscritto nella sua qualità di cui sopra ordinò la trattenuta in carcere del Trevisani Alfredo e l’ordine di scarcerazione, dopo il visto dell’Ill.mo Sig. Governatore del Rebeschini Costante, in presenza tutto questo degli auditori e del Sig. Giuseppe Armano.

Il sottoscritto che abita ora a Laghi (5 Km. da Cittadella) partì verso le ore 8 e ¼ in vettura per recarsi alla propria abitazione ove rimase fino alla mattina del 9 luglio che ritornò nel capoluogo.

Nella serata del giorno 8 venne a sapere da un fratello dello Zurlo, dalla Sig.ra Iva Marenduzzo Rossi e dalla Sig.na Tina Rossi che con grave scandalo della Cittadinanza e con forte recriminazione dei carcerati circa un’ora dopo la sua trattenuta in carcere il Trevisani era stato rilasciato d’ordine del Sig. Armano Giuseppe.

Il Mazzon prima della sua traduzione a Padova aveva affermato che aveva sentito con le sue orecchie dopo uno dei precedenti interrogatori che persona del seguito dei Partigiani non da lui conosciuta aveva detto che il Trevisani non doveva avere alcuna paura perché avrebbe pensato lui a far si che non dovesse essere punito: ciò risponde a verità perché l’ho sentito anch’io.

Il caso è grave perché il popolo non ha più fiducia che giustizia sia fatta quando siano per intervenire raccomandazioni o arbitrii di persone che godono attualmente cariche d’importanza.

Si chiede accurata, sollecita inchiesta sul fatto, pronto a dare ulteriori schiarimenti se richiesti anche per evitare inconsulti moti popolari. Con osservanza. AVV.TO GIUSEPPE CAPPELLO

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