Archivio di Stato di Padova, Corte d’Assise Straordinaria, b. 868, fasc. sentenza n. 448 su Marzon Bruno et al., f.s., foglio 23

Interrogatorio

L’anno 1945 addì I Giugno nelle carceri Mandamentali di Cittadella davanti al Sig. Vasco Paggio + Conz Gianni, Conz Giovanni e il Dr. Giaretta Giorgio è comparso il Sig. Mazzon Bruno fu Gino nato il 14.8.1910 a Padova che a domanda rispose: Verso l’otto novembre 1944 conobbi il Sig. Alfredo Trevisani. Fu in quel giorno che mi recai in casa del Trevisani per la prima volta. Circa sette giorni dopo e più precisamente il 15 dello stesso mese ebbi occasione di ritornare nuovamente nell’azienda del Trevisani. Fu in questa occasione che il Trevisani mi parlò del Sig. Zurlo Luigi. Mi disse che era passato da lui per chiedere una sovvenzione da parte del C.L.N. Nello stesso momento mi parlò dell’esistenza di cinque inglesi trovantesi nelle località Calandrine (S. Giorgio in Bosco). Non diedi peso di quanto mi riferì il Trevisani e preciso che non avevo nessuna intenzione di denunciare il fatto alle autorità competenti. Al colloquio non assisteva nessuna altra persona. Verso il 23 Novembre il Trevisani venne a casa mia e mi parlò nuovamente del caso Zurlo. Preciso che saranno state le 16.30 e il colloquio si svolse davanti al piano terra della 2 finestra di casa mia prospicente al cortile. Il 30 dello stesso mese mi recai assieme al Sig. DI VELO al Trevisani. Mi ripetè la storia dello Zurlo e il Di Velo (prestando attenzione fu) gli risposi di informare la persona con la quale io ero assieme. Il Trevisani mise al coorente il Di Velo della storia Zurlo. Usciti dall’abitazione del Trevisani il Di Velo non mi parlò per niente di quanto aveva sentito dal Trevisani. Ebbi occasione di ritornare in casa Trevisani almeno quattro o cinque volte ancora. A casa mia il Trevisani venne sei o sette volte di passaggio dato che era sfollato a S. G. Bosco. Mi ricordo che una volta entrò in casa mia dove mi trovavo a letto ammalato, mi chiese come stavo e mi disse che si sarebbe interessato presso un suo parente medico per avere un giudizio esatto se era il caso di subire una operazione. Il Trevisani mi offerse in tutto due bottiglie di Vov e null’altro. Una terza di crema Marsala gliela ordinai e quantunque richiedessi la fattura non mi fu mai presentata. Letto confermato e sottoscritto. Mazzon Bruno Sempre continuando la mia deposizione debbo confermare come si vede dalla lettura dell’interrogatorio all’altezza delle parole chiese fra parentesi sottolineate (Di Velo prestando attenzione fu), che non corrisponde al vero la dihciarazione “risposi di informare la persona con la quale io ero assieme. La verità è che il Trevisani parlandomene in presenza del Di Velo attrasse l’attenzione di questo ultimo. Mazzon Bruno

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