Archivio di Stato di Padova, Corte d’Assise Straordinaria, b. 868, fasc. sentenza n. 448 su Marzon Bruno et al., f.s., foglio 81

“UFFICIO DI POLIZIA GIUDIZIARIA PRESSO LA CORTE STRAORDINARIA D’ASSISE PADOVA n. 0581 di prot. Padova, lì 1.9.1945 OGGETTO: Rapporto giudiziario di denuncia a carico di SMANIOTTO MILENA DI PIETRO e di Ometto Amalia nata a Padova il 29.1.1924, ivi residente Cavalcavia Camerini n. 14 attualmente pettinatrice in Milano, per collaborazione con il tedesco invasore. E- DI VELO ASCANIO DI DOMENICO e di Pagello Euriemma, nato a Vicenza il 18.2.1906, residente a Padova via Filippo Corridoni 49/a, vicebrigadiere della milizia della strada effettivo, detenuto nella locale Casa di Pena, per collaborazione col tedesco. AL PUBBLICO MINISTERO PRESSO LA CORTE STRAORD. D?ASSISE e, p.c.: ALLA R. QUESTURA – PADOVA –

I°) – La SMANIOTTO Milena mentre si trovava a Ponte di Brenta presso il negozio di parrucchiere Marchi ha conosciuto tale DI VELO Ascanio meglio sopra generalizzato del quale divenne l’amante. Nel mese di giugno 1944 nella trattoria di Agostini Pulcheria in Bandini di Ponte di Brenta mentre era intenta a consumare il normale pasto venne a diverbio con tale SCHIVARDI Nerio generalizzato in atti, ed un soldato di sanità, non potuto identificare, in quell’occasione lo SCHIVARDI proferì parole di rimprovero all’indirizzo della SMANIOTTO perché frequentava elementi repubblichini. Il giorno dopo la SMANIOTTO denunciò l’accaduto al DI VELO il quale unitamente alla SMANIOTTO ed altri due appartenenti alla b.n. di Padova minacciò il soldato di sanità, il proprietario della trattoria (Bandini) e seguito dalla SMANIOTTO andò in casa dello SCHIVARDI per arrestarlo, armi alla mano, ma si accontentò solo ammonirlo. Dopo questo fatto si trasferì a Padova vicino al “Bonservizi” frequentando elementi della polizia fascista e lo stesso DI VELO. Fu vista anche in compagnia di GELSOMINO ANNA assolta per insufficienza di prove da codesta Corte straordinaria d’Assise per il reato di delazione. La GELSOMINO ora è irreperibile.

2°) – DI VELO ASCANIO addetto allo ufficio requisizioni automezzi per conto della Wermacht in Padova si incontrava in Ponte di Brenta ed altrove con la SMANIOTTO, sua amante. In seguito a denuncia di questa minacciò di rappresaglia il soldato di sanità e voleva arrestare lo SCHIVARDI NERIO il quale potè rimanere libero perché protetto allora da elementi della b.n. Dagli abitanti di Ponte di Brenta il DI VELO era temuto perché di carattere violento e autoritario. Per altre denunce sul conto del DI VELO occorre rivolgersi alla R. Questura locale. Per quanto sopra si denunciano le segnalate persone per collaborazione col tedesco trasmettendo il presente rapporto agli atti assunti alla presente autorità. Rapporto e indagini del V. Brigadiere Marcantoni Paride. IL DIRIGENTE L’UFFICIO DI P.G.”

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