Archivio di Stato di Padova, Corte d’Assise Straordinaria, b. 868, fasc. sentenza n. 448 su Marzon Bruno et al., f.s., foglio 98

COPIA Vic., li 19.5.1945 AL COMANDO POLIZIA VICENZA Accusa a carico dell’ex maresciallo della Brigata Nera Di Velo, ora in arresto a Vicenza. Il giorno 28.11.1943 il Di Velo, inquadrato nella squadra d’azione “Muti” di Padova, condusse, nella casa del Sig. Marchetti Gugliemo, residente a Lozzo Atestino (Padova), un camion di soldati tedeschi della Feldgendarmerie, perché gli era stato riferito (necessiterebbe conoscere da chi) che il figlio Gino del Marchetti, assieme al Parroco del Paese, favoriva i prigionieri alleati evasi da campi di concentramento. Nella perquisizione il Di Velo ebbe modo di far conoscere il suo docile carattere; picchiò di santa ragione tutti i componenti la famiglia, mamma mia compresa. Prelevò poi mio fratello Gino che fu portato alle carceri di Padova, e trattenuto tre mesi. Alle carceri suddette furono portati pure il Parroco, D. Giuseppe Dalle Fratte, il Tenente Bernardi Guerrino, e l’ex maresciallo dei CC. RR. Di Lozzo. Durante gli interrogatori, il Di Velo comparve diverse volte e quasi sempre diede sfogo al suo brutale carattere. Altre e numerose prodezze di questo delinquente si potrebbero facilmente raccogliere nel padovano, dove egli svolgeva servizio per la gendarmeria tedesca. F.to Bruno Marchetti (detto Tanoco (?) Lozzo Atestino (Padova) P.C.C. L’archivista di P.S.

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