Archivio di Stato di Padova, Corte d’Assise Straordinaria, b. 868, fasc. sentenza n. 448 su Marzon Bruno et al., f.s., foglio 175

“Ill.mo Sig. Procuratore di Stato presso la Corte Straordinaria di Assise di Padova La sottoscritta Sig.ra Regina di Velo si permette argomentare (?) alla S.V.I. che il di lei marito, detenuto politico, Ascanio Di Velo si trova da vari giorni rinchiuso in cella senza che mi fosse notificato il motivo, pertanto ritenendo la scrivente, che il fatto sia dovuto a forma abusiva si rivolge alla S.V.I. per ottenere che il marito venga rimesso in camerata comune. Il detenuto è arrestato (?) alla Casa di Pena di Piazza Castello Padova 6 settembre 1945 DI Velo Gina. Il V.M. V. All’Ispettore della Casa Penale Padova Per inf. (incomprensibile, ndr.) Padova 6-9-1945”. Nello stesso foglio: “Prot. 1851 Si ritorna informando che per l’affollamento dei detenuti si son dovute adibire anche 4 celle per detenuti, mettendosi spessivamente coloro che per misura precauzionale fosse necessario tenere separati dagli atti. Il Di Velo da indicazioni della F.S. (Brigadiere Fusillo) trovasi appunto fra costoro, ma è a trattamento ordinario come gli altri due che sono insieme con lui nella stessa cella. Se non sarà motivo a (incomprensibile, ndr.) sul loro conto quanto prima si dovrà (incomprensibile, ndr.) in un dormitorio comune. Li 17.9.945”

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