Archivio di Stato di Padova, Corte d’Assise Straordinaria, b. 868, fasc. sentenza n. 448 su Marzon Bruno et al., f.s., foglio 414

VERBALE DI TESTE L’anno 1946 il giorno 6 del mese di luglio in Padova Avanti di Noi dr. Luigi Burato G.I. (…) è comparso Pozzato Angelo di Emilio di anni 39 da Cittadella Borgo Padova n. 2 D.R. Nel dicembre 1944 subii una rapina nella casa di abitazione che è attigua al negozio di tessuti e mercerie. Poiché nessuna porta fu trovata forzata la G.N.R. di Cittadella alla quale feci denuncia suppose che si potesse essere trattato di qualcuno introdottosi nel negozio nella giornata anzi nelle ore precedenti. Poiché era un giorno festivo o comunque di chiusura del negozio fu facile stabilire che in quella giornata soltanto una persona che si era a me qualificata per partigiano e che mi aveva detto ove abitava era venuto nel negozio per acquistare un soprabito. Su tali indicazioni, esclusa quella del partigiano, la G.N.R. identificò l’Eroni, lo fermò e quindi me lo fece vedere, ma io non potei riconoscerlo per uno dei rapinatori. So che l’Eroni è stato interrogato dal Mazzon Bruno che mi disse trovarsi per caso presso la G.N.R. di Cittadella. Non mi consta che la G.N.R. abbia contestato all’Eroni qualche attività partigiana, ma soltanto invece la rapina a mio danno. Mi fu detto soltanto che era già ricercato perché quale interprete dei tedeschi si era allontanato arbitrariamente portando via qualche cosa. In mia presenza l’Eroni fu soltanto percosso con uno schiaffo. Che l’Eroni fosse partigiano lo disse a me non però apertamente, ma io non comunicai ciò alla G.N.R. Feci invece degli accertamenti presso i partigiani di Cittadella e mi fu riferito che l’Eroni era sconosciuto. Altro non posso dire. L.C.S.

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