Archivio di Stato di Padova, Corte d’Assise Straordinaria, b. 868, fasc. sentenza n. 448 su Marzon Bruno et al., f.s., foglio 416

VERBALE DI CONFRONTO Art. 364 Cod. proc. Pen. L’anno 1946 il dì 6 del mese di luglio nella casa di pena di Padova Occorrendo nel procedimento penale in corso a carico di Di Velo Ascanio addivenire ad un confronto tra 1) Di Velo Ascanio 2) Leso Paolo già qualificati Noi Dr. Luigi Burato (…) aver avuto luogo fra loro le contestazioni seguenti: Leso: Sono stato arrestato in piazza Spalato da altra persona e poi condotto al Bar Breda ove siete poi intervenuto anche voi con diverse altre persone. Sono stato quindi condotto con altri arrestati in un comando tedesco. Alla sera voi siete tornato insieme ad un altro e mi avete interrogato, pretendendo che io dicessi dove si trovava il mio amico dr. Carovich, ciò che io non potevo dire perché non sapevo. Di Velo: Ora che vi ho visto effettivamente devo riconoscere di essere intervenuto anch’io dopo il vostro arresto e di avervi interrogato la sera del giorno stesso presso la sede del gruppo Cappellozza, presente il maresciallo Off. Ammetto di avervi soltanto dato qualche schiaffo. Leso: Comunque sono stato percosso non soltanto a schiaffi, ma anche con un nervo di bue che mi pare fosse adoperato proprio da voi. Anche altra persona assieme a voi mi picchiava. Presenti erano diverse altre persone. Di Velo: Ripeto che io vi ho percosso soltanto a schiaffi e mi pare che sia stato l’Off a picchiarvi con un bastone o qualche cosa di simile. Tengo a precisare che per ordine dei comandi tedeschi si ricercavano tutti gli slavi liberati dai campi di concentramento dopo l’otto settembre. Ed in particolare delle organizzazione terroristiche slave. Tutti i fermati quando si accertò che erano estranei a tali sospetti furono rilasciati dopo pochi giorni. Leso: Questo è vero sono stato rilasciato dopo una decina di giorni. Di Velo: Vi è stato sottratto qualche cosa? Leso: No! In seguito alle percosse ho perduto numerosi denti e precisamente i molari inferiori di entrambe le parti, giacché venivo percosso con violenti manrovesci ad entrambe le guance. Di Velo: Io non vi ho percosso tanto violentemente da farvi perdere dei denti e se ciò fosse avvenuto si sarebbe visto subito del sangue. L.C.S. Di Velo Ascanio Leso Paolo

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