Archivio di Stato di Padova, Corte d’Assise Straordinaria, b. 868, fasc. sentenza n. 448 su Marzon Bruno et al., f.s., allegato senza numero (estratto da “Voce Nostra” del 30 dic. 1945)

ZURLO LUIGI scomparso Io che ti ho dato i fucili e le bombe, che gelosamente custodivi per la lotta contro i nazi-fascisti che attentassero alla vita dei nostri cari, armi che forse costituirono la ragione principale del tuo arresto e della tua scomparsa, non posso dimenticarti, Luigi! Ma con me ti ricordano i partigiani di Fontaniva, quelli di Cittadella e la popolazione tutta, che non è, non può essere convinta della tua scomparsa. Tutti mi chiedono continuamente di te, tutto vogliono sapere che cosa ne è di te, che dal giorno dell’arresto, dal novembre del 44, non desti più segno di vita. Io e tua moglie sappiamo quali fossero i tuoi sentimenti di patriota, e quali dichiarazioni a me e a lei facesti, poco prima di cadere nella rete di quei sozzi mostri umani. Grande era l’affetto verso tua moglie e il bambino che adoravi e per questo dapprima esitasti e mettere a repentaglio la tua vita. Ma poi ci dichiarasti di metterti a disposizione del Comitato, con un ardore di amor patrio, con una nobiltà di sentimenti per cui meriti di essere considerato tra i più puri dei patrioti. Ci fu chi ti considerò dotato di una certa prepotenza o violenza…! Ci fu chi ti incolpò di aver denunciato un anti-fascista…! Non temere Luigi! Sia che tu dorma in un ignoto lembo di terra, sia che tu viva ancora in terra straniera, lontano da noi, assente dalla piccola cerchia di quelli che vorrebbero offuscare il tuo valore di autentico patriota, noi per te siamo e saremo presenti, come è presente e vivo in noi il senso della Giustizia e della riconoscenza. Circa l’affare Grossello abbiamo dichiarazioni oculari comprovanti la tua riluttanza alla denuncia e giustificanti in pieno la tua reazione all’insulto fatto alla divisa di ufficiale dell’esercito italiano. Abbiamo centinaia dico centinaia di dichiarazioni comprovanti invece la tua mitezza e bontà d’animo e la tua dedizione alla nostra Causa, dichiarazioni che vanno dalle più alte autorità di Cittadella ai più umili lavoratori della terra. Noi non facciamo alcuna minaccia a chi ti ha tradito. Penserà la Giustizia. Ci credono, Luigi, dei sobillatori degli animi in preda a bassi istinti di vendetta. No! Ma vogliamo che Giustizia sia fatta anche se un fitto velo di dichiarazioni più o meno raccomandate di persone influenti, tenti di coprire la colpa di chi voglia o non voglia ti ha consegnato al fiore della canaglia nazifascista. Che un fulmine mi colpisca se io abbia un minimo sentimento di vendetta contro il Trevisani! Ma quanto il Tribunale di Padova avrà esaurito il processo e considerando lo Zurlo, nei riguardi del Trevisani, un agente provocatore, assolverà il Trevisani, che tutt’ora, inputato, se ne sta a casa liberamente, il Tribunale di Padova che non ha mai chiamato a testimoniare e a dire la sua in questo frattempo né i famigliari dello Zurlo, né i compagni dello Zurlo, dovrà rispondere pure anche alle domande di queste persone escluse tutte agli interrogatori di Padova. Domenica prossima i tuoi compagni vorranno vivere un giorno con te, Luigi, attorno alla tua cara immagine cui i Cittadellesi guardano ancora con ansia e con tanto desiderio di riaverti con loro. B. Rebellato

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