Archivio di Stato di Padova, Corte d’Assise Straordinaria, b. 868, fasc. sentenza n. 448 su Marzon Bruno et al., f.s., allegato senza numero (estratto da “Voce Nostra”)

Cittadella, 22 Luglio 1945 (…) Interrogatorio di Mazzon Bruno La misteriosa scomparsa di Luigi Zurlo. Pubblichiamo qui per intero la deposizione del Mazzon seguita al suo primo interrogatorio circa la cattura del M.o Zurlo, il 1 iugno 1945: Verso l’otto novembre 1944 conobbi il sig. Alfredo Trevisani. Fu in quel giorno che mi recai in casa del Trevisani per la prima volta. Circa sette giorni dopo e più precisamente il 15 dello stesso mese ebbi occasione di ritornare nuovamente nell’azienda del Trevisani. Fu in questa occasione che il Trevisani mi parlò del sig. Zurlo Luigi. Mi disse che era passato da lui per chiedere una sovvenzione da parte del C.L.N. Nello stesso momento mi parlò dell’esistenza di cinque inglesi trovantisi nella località Calandrine (S. Giorgio in Bosco): non diedi peso a quanto mi riferì il Trevisani e preciso che non avevo nessuna intenzione di denunciare il fatto alle autorità competenti. Al colloquio non assisteva nessuna altra persona. Verso il 23 novembre il Trevisani venne a casa mia e mi parlò nuovamente del caso Zurlo. Preciso che saranno state le 16.30 ed il colloquio si svolse davanti al piano terra della 2° finestra di casa mia prospicente al cortile. Il 30 dello stesso mese mi recai assieme al sig. Di Velo da Trevisani. Mi ripetè la storia dello Zurlo ed io (Di Velo prestando attenzione fu) gli risposi di informare la persona con la quale io ero assieme. Il Trevisani mise al corrente il Di Velo della storia Zurlo. Usciti dall’abitazione del Trevisani il Di Velo non mi parlò per niente di quanto aveva sentito dal Trevisani. Ebbi occasione di ritornare a casa di Trevisani almeno quattro o cinque volte ancora. A casa mia il Trevisani venne sei o sette volte di passaggio dato che era sfollato a S. G. in Bosco. Mi ricordo che una volta entrò in casa mia dove mi trovavo a letto ammalato, mi chiese come stavo e mi disse che si sarebbe interessato presso un suo parente medico per avere un giudizio esatto, se era il caso di subire una operazione. Il Trevisani mi offerse in tutto due bottiglie di vov e null’altro. Una terza di crema marsala gliela ordinai e quantunque richiedessi la fattura non mi fu mai presentata. Letto, confermato e sottoscritto Mazzon Bruno Sempre continuando la mia deposizione debbo confermare come si vede dalle letttura dell’interrogatorio all’altezza delle parole chiuse fra parentesi sottolineate (Di Velo prestando attenzione fu), che non corrisponde al vero la dichiarazione “risposi di informare la persona con la quale io ero assieme”. La verità è che il Trevisani parlandomene in presenza del Di Velo attrasse l’attenzione di quest’ultimo. F.to Mazzon Bruno *** (Seguito dell’interrogatorio). Cittadella 1 giugno 1945 Entrai nell’Ufficio Anders come effettivo ai primi di dicembre 1944 con attività generica di polizia. Per io ero già in contatto con questo ufficio fin dai primi di novembre, con attività informativa. Alla fine di dicembre abbandonai il posto effettivo all’Anders e assunsi l’incarico di agente con la Sonderstab 6, incarico che tenni sempre fino alla fine. Come effettivo nell’Anders entrai dopo l’arresto dello Zurlo. Io conoscevo già precedentemente fin dai primi di novembre un certo Di Velo col quale ero in relazione e che faceva parte dell’Ufficio Anders: elemento senza scrupoli. Avevao verso il 23 di novembre ceduto il mio cane Boxer che già prima avevo acquistato da Ferronato Luigi circa un mese prima a questo Di Velo. Sapevo che questo Di Velo frequentava l’ambiente di Cittadella e che per informazioni si rivolgeva al municipio presso il Sig. Viale; il Sig. Todeschini e la Sig.na Cirolin. A proposito di Todeschini debbo informare che quando sono uscito dal colloquio Trevisan-Di Velo, in riguardo alle denuncie di Zurlo, l’ho trovato in istrada e raccontatogli il fatto successomi pochi minuti prima, mi faceva sapere che di ciò era già a conoscenza. Il giorno dell’arresto dello Zurlo io mi trovavo a casa quando verso le tre ho visto passare davanti alla mia casa, la macchian dell’Ufficio Anders, decapotabile mimetizzata, dentro la quale ho potuto riconoscere il M.llo e l’interprete dell’Ufficio. Degli altri componenti non ho riconosciuto nessuno. Ad un cenno di uno di questi interpretando il loro desiderio di volermi portare a Cittadella, inforcai la bicicletta per poterli ritrovare all’albergo Roma dove di solito si fermavano, e dove avevano un riferimento qualsiasi con Todeschini, Viale, Cirolin. Non ho visto nessuno. Erano circa le tre e mezzo: mi fermai a bere una birra e prolungandosi il ritardo sono uscito. Passando davanti alla cartoleria Dal Fante ho visto un vigile urbano che chiedeva con voce un po’ forte, dove si trovava lo Zurlo, perché era richiesto in Comune. Ho intuito allora che doveva trattarsi di una manovra dell’Ufficio Anders per arrestare lo Zurlo, data l’abitudine di questo Comando di servirsi degli organi locali per le sue azioni. Allora me ne andai, sempre in bicicletta, dalla famiglia Miotti Agostino dove mi fermai circa tre quarti d’ora. Di là mi portai al caffè Borsa a prendere una bibita e me ne andai a casa. Saranno state circa le ore sei (diciotto). A casa trovai il cane che avevo venduto al Di Velo e immaginando che doveva trovarsi a Cittadella per l’affare Zurlo inforcai nuovamente la bicicletta e andai al Horstkommandantur dove il Maresciallo tedesco attraverso l’interprete mi dette notizia dell’arresto già avvenuto. Ritornai allora a casa dove arrivai circa dopo le venti. Ale venti e mezza, passò il Di Velo con la macchina che si fermò davanti alla mia casa e mi chiese il cane che io gli portai; mi informò nello stesso tempo dell’avvenuto arresto dello Zurlo, minacciandomi e rimproverandomi di non essere stato io personalmente di avere dato queste indicazioni. Durante tutto il periodo di tempo che trascorse fra il primo incontro con la decapotabile e la restituzione del cane a Di Velo, non ho mai avuto occasione di vedere nessuno dei componenti l’Ufficio Anders e neppure Di Velo o Segato o qualcuno della loro compagnia. Letto, confermato e sottoscritto. Mazzon Bruno *** (Seguito dell’interrogatorio) Il Bruno Mazzon alla domanda rivoltagli se aveva mai assunto informazioni in Municipio a carico di Zurlo Luigi così rispondeva: “Sono andato dal Sig. Viale per chiedere informazioni sulla condotta politica dello Zurlo e per avere una fotografia. Egli, dopo avermi fatto aspettare qualche istante perché c’erano altre persone mi ricevette privatamente; si levò gli occhiali e mi chiese cosa desideravo. Alla mia domanda si fece subito premura di fornirmi le indicazioni richieste ed a consegnarmi la scheda personale dello Zurlo a cui era unita una fotografia dello stesso fatta molti anni prima. Ricordo che il (…) Alberto Todeschini è stato presenta a questo incontro, ma non ricordo con esattezza l’opera che svolse in questa occasione. Il sig. Viale mi confermò i sentimenti patriottici dello Zurlo senza però fornirmi una deposizione precisa, il Todeschini basava i suoi sospetti a carico dello Zurlo, sul fatto che più volte era stato visto a discutere con circospezione con persone incriminate. In municipio mi ero recato già precedentemente qualche altra volta per informazioni di vario genere e vi continuai ad andare altre quattro volte. In totale andai quattro volte, fino a tanto che una volta andai col Di Velo e ricordo che si parlava del movimento locale patriottico. Dopo questa volta fui escluso dalle loro conversazioni perché ricevuto come elemento sospetto. Le informazioni richieste da me come sopra scritto in riguardo allo Zurlo non furon da me utilizzate in nessun modo, la fotografia fu restituita e perciò ho ragione di ritenere che eventuali informazioni richieste dall’Ufficio Anders siano state fornite direttamente dai componenti il Municipio. Letto, confermato, sottoscritto. Mazzon Bruno. Continuando la sua deposizione egli afferma che era stato escluso non solo dalle conversazioni sopranominate, ma che era anche stato diffidato all’Ufficio Politico Investigativo della Federazione di Padova come elemento sospetto di collaborazione con i patrioti. Letto, confermato, sottoscritto Mazzon Bruno. Nel prossimo numero pubblicheremo la deposizione del Mazzon seguita al secondo interrogatorio e un’altra del Di Velo, degno suo compagno, uno dei principali responsabili dell’arresto dello Zurlo. I lettori che conserveranno questo numero del nostro settimanale potranno fare un raffronto tra la prima e seconda deposizione di Mazzon e quella di Di Velo, le quali non fanno che accrescere il mistero della scomparsa del nostro caro amico, mentre la verità talora vicina fino a sembrarci di poter capirla si fa lontana, più inafferrabile. Trevisani ha o no denunciato lo Zurlo a Mazzon? E All’Anders chi l’ha denunciato? Dove sarà lo Zurlo? In Germania? Si può credere a Di Velo? Lo stesso Vasco Mazzon dichiara che uno dei tre, Bruno Mazzon, Segato e Di Velo, deve sapere dov’è lo Zurlo e che cosa ne sia di Zurlo. Si spera di approdare a qualcosa di certo in un terzo prossimo interrogatorio che pubblicheremo. ZURLO LUIGI DOVE SEI? Ti conobbi bambino. Crescevi buono, bello saggio, orgoglio del tuo focolare domestico. Educatore impareggiabile, attraevi il cuore dei tuoi alunni. Quanto eri stimato ed amato! Nel mattino radioso di tue nozze, ti vidi nella luce bellissima di tua felicità: il dolce tuo sogno d’amore era divenuto realtà! E colla tua buona sposa ti componesti un dolce nido d’amore! Dio donò a voi una creaturina che vi avrebbe chiamato col dolce nome di babbo e mamma! Patriota ardente, sentisti in cuore la santa ribellione contro un regime di oppressione e d’ignominia e contro un barbaro nemico che sacrilegamente calpestava il puro suolo della Patria! Ed indomito e fiero cospiravi generosamente per la sospirata liberazione d’Italia! Ma il tradimento ti tese un infame agguato! Losche, prezzolate figure come truci sparvieri si avventarono contro di te e ti strapparono violentemente all’affetto di tua sposa, bambino, papà, famiglia! Ove t’hanno condotto? Quale fu il tuo sventurato pellegrinaggio, o, meglio, il tuo calvario? Di te nulla più sapemmo! Ricerche affannose, insistenti della tua sposa infelice, de’ tuoi cari, de’ tuoi amici a nulla hanno approdato! Sei comparso dalla tua Cittadella! A una barbara morte? E dove? E come? Mistero impenetrabile! O Iddio ti ha fatto sopravvivere? E, se sei ancora vivo, dove ti trovi? Qual è il tuo tormento? Il tuo opprimente affanno per la cara tua sposa, innocente bambino, i tuoi amici, la tua Cittadella? Oh! Voglia il Cielo che non si attenui di più il debolissimo filo della speranza! Speranza che presto o tardi un tuo messaggio di resurrezione ridoni la vita a chi senza di te si sente infelicissima, la tua sposa avvolta in una notte oscurissima di un’angoscia senza nome! Chi scrive queste righe ha quasi sempre d’inanzi a sé il tuo ritratto! O Luigi Zurlo, vittima innocente d’una brutalità che attira la maledizione del Cielo! N.N.

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