Archivio di Stato di Padova, Corte d’Assise Straordinaria, b. 869, fasc. sentenza n. 456 su Cattani Primo, foglio 125

Avv. G. Bianco – Mengotti Via 8 Febbraio, 1 – Tel 24530 PADOVA Ill.mo Signor PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PADOVA Il Sottoscritto Avv. Giovanni Bianco Mengotti espone alla S.V. Ill.ma quanto segue: Nel maggio 1945 Cattani Primo, il quale rivestiva un incarico presso la Federazione fascista repubblicana di Padova, ricercato dai partigiani si nascondeva in una casa in un paese della provincia di Padova. Senonché le sue malferme condizioni di salute, peggiorate nel corso degli avvenimenti, lo portavano presto in fin di vita. Prossimo alla morte invocava la presenza di un sacerdote che nascostamente, ad evitare che il Cattani venisse arrestato e che la famiglia che lo ospitava subisse delle noie, si recava presso di lui. A questi somministrava gli estremi conforti della religione dopo i quali il Cattani decedeva. La famiglia preoccupata di quelle che avrebbero potuto essere le conseguenze che avrebbe subito per avere nascosto un fascista, data anche l’agitazione del momento, rivelava al sacerdote il nome del deceduto sotto vincolo professionale e comunicava allo stesso di aver provveduto a seppellire la salma nelle adiacenza della casa che aveva ospitato il Cattani. Il sacerdote, stretto dal vincolo professionale, non ha confidato a nessuno né il nome della famiglia, né la località ove è sepolta la salma del Cattani. In questi giorni essendo stato fissato il processo presso la Corte d’Assise Speciale a carico del Cattani ed essendo il sottoscritto avvocato legale della famiglia, provvedeva ad avvertire la stessa della celebrazione prossima del processo contro il congiunto. Veniva così a conoscenza di quanto sopra esposto. Tale stato di cose rende logicamente superfluo il dibattimento del Cattani, ma il sottoscritto avvocato non può fornire alcun elemento probatorio di quanto egli asserisce; solo ha potuto ottenere formale promessa dal sacerdote che se alcuna noia sarà arrecata alla famiglia o a lui stesso, che ripetesi è legato dal segreto professionale, egli farà in modo che la salma possa essere a lui consegnata ed in tale maniera potrà addivenirsi alla identificazione del cadavere ed a regolare denuncia di morte. Quanto sopra il sottoscritto avvocato ha ritenuto far presente affinché la S.V. Ill.ma voglia dare quelle disposizioni che riterrà più opportune. Con osservanza. Padova, 5 Ottobre 1946

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