Archivio di Stato di Padova, Corte d’Assise Straordinaria, b. 869, fasc. sentenza n. 456 su Cattani Primo, allegato senza numero (impugnazione del legale)

ECC:MA CORET SUPREMA DI CASSAZIONE ROMA [in lapis risulta scritto di fianco “Depositato oggi 27/2/47 Babolini”, ndr.] Ricorso per cassazione a favore di CATTANI PRIMO. Ricorre l’Avv. Giovanni Bianco Mengotti, difensore di Cattani Primo nel processo davanti alla Corte d’Assise di Padova in data 6 Febbraio 1947, che veniva condannato alla pena capitale per il reato di collaborazionismo ed altro per il seguente motivo. Mezzo unico Difetto e contradditorietà della motivazione della sentenza (art. 524 C.P.P. n° 3 in relazione all’articolo 475 n. 3 C.P.P.) in riferimento all’art. 89 C.P.P. La Corte d’Assise di Padova ha respinto la domanda della difesa di sospensione del dibattimento per dubbio fondato sulla morte del reo ai sensi dell’art. 89 c.p.p. Per motivazione di questo diniego di sospensione la Corte dice “perché la difesa non ha suffragata mai la sua istanza con un documento di carattere ufficiale”. Qui tutta la motivazione della sentenza sulla richiesta della difesa sia preliminare e sia della difesa di merito. Ora perché si possa formare il libero convincimento, il quale è previsto dalla legge per poter addivenire ad una decisione, non è necessario alcun documento ufficiale se non per quanto riguarda le questioni pregiudiziali decise con sentenze civili o amministrative. Tanto più che nel caso non si tratta di aver una certezza, ma un dubbio sia pure fondato come richiesto dall’art. 89 c.p.p. Perciò è viziato il ragionamento logico con cui si richiede un documento ufficiale per provare un dubbio che deve nascere in base ad elementi di convincimento personale. Ma se anche tutto ciò potesse calzare risulterebbe contraddittoria la sentenza in quanto evidentemente la Corte ha ritenuto che esistesse per ben due volte il dubbio fondato sulla morte del Cattani. Testualmente infatti .la sentenza: “Al termine della prima udienza, esaurita dal testimoniale la difesa del Cattani fa istanza per la sospensione del dibattimento e rinvio ad altra udienza entro i dieci giorni essendo in corso accertamenti da parte della Autorità Giudiziaria diretti a stabilire se il Cattani fosse deceduto. All’udienza di rinvio, perdurando le ragioni che avevano determinato il rinvio, rinnovò la istanza per altra sospensione del dibattimento…La Corte concesse un ulteriore rinvio”. Per ben due volte perciò la Corte si è convinta del dubbio fondato sulla morte del reo ed ha ritenuto che erano in corso accertamenti da parte dell’Autorità Giudiziaria diretti a stabilire se il Cattani fosse deceduto. Come mai perciò, ritenuto il fatto della assunzione da parte dell’autorità giudiziaria e formatosi il convincimento del dubbio fondato sulla morte del reo per ben due volte, ad un certo momento ha sentito il bisogno di avere un “documento di carattere ufficiale” che attestasse il dubbio fondato sulla morte del reo? Qui sono due i casi: o la sentenza è contraddittoria e perciò nulla, o difetta di motivazione per quanto riguarda il convincimento sul dubbio alla terza richiesta di rinvio. Tra l’altro poi la sospensione doveva essere fatta fino a che non ne fosse stata accertata l’esistenza in vita dell’imputato o fino a quando risulta la morte. Ma su questo punto non ci consente lamentele l’art. 524 C.P.P.. Comunque sia la Corte stessa ha accertato che perduravano le ragioni che avevano determinato il rinvio per cui non è comprensibile come mai la Corte non abbia motivato la ragione per cui ritiene che il suo convincimento sia cambiato e non abbia ritenuto fondato il dubbio sulla morte del Cattani permanendo tutte le condizioni per cui di tale dubbio prima per ben due vote ne era stata convinta. Per questo motivo e per altri che saranno presentati a termine di legge si chiede l’annullamento della sentenza impugnata. Con osservanza. Avv. Francesco Bonsembiante. Padova, lì 22 Febbraio 1947

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