Archivio di Stato di Padova, Corte d’Assise Straordinaria, b. 866, fasc. sentenza n. 445 su Cursio Raffaele e Callegaro Primo, allegato senza numero (imputazioni dettagliate)

Cursio Raffaele, di Raffaele e di Vigilante Lucia, nato a S. Marco in Lamis (Foggia) il 5 gennaio 1920, detenuto. Calegaro Primo, fu Domenico e di Ferrato Marcella, nato a Monselice il 30 luglio 1911, detenuto. IMPUTATI del reato di collaborazione col tedesco invasore (art. 1 D.L.L. 22.4.1945 n. 142 in relazione all’art. 5 D.L.L. 27.7.1944 n. 159 e 51 C.P.M.G.) per avere, in epoca successiva all’8 settembre 1943, in Monselice ed altrove, nelle rispettive qualità di sottufficiale e di graduato della G.N.R., commesso fatti diretti a favorire le operazioni militari del nemico e a nuocere a quelle delle forze armate dello Stato italiano, partecipando a rastrellamenti, arresti, perquisizioni in danno di elementi della resistenza, sottoponendo gran parte di essi a sevizie prolungate ed efferate ed in particolare il Cursio cagionando la morte del partigiano Dr. Orlandini Girolamo. IL CURSIO INOLTRE:

a) del delitto di omicidio (art. 575 C.P.) per avere, la sera del 30 ottobre 1944 in Galzignano, cagionato con più colpi di arma da fuoco la morte del Dr. Orlandini Gerolamo, che decedeva a Torreglia, in seguito alle ferite riportate il 4 novembre successivo.

b) di altro delitto di omicidio (art. 575 C.P.) per avere, il 22 dicembre 1944; lungo la strada da Solesino a S. Elena di Este, cagionato con arma da fuoco la morte di Santi Pietro di Vittorio.

c) di altro delitto di omicidio (art. 575 C.P.) per avere, il 12 ottobre 1944, in Monselice, cagionato con arma da fuoco la morte di Carta Antonio.

d) del delitto di danneggiamento aggravato (art. 635 p.p. e cpv. n. I C.P.) per avere il 22 ottobre 1944 in Monselice, con violenza alle persone distrutto con el fiamme e disperso la mobilia della casa di abitazione di Zerbetto Sergio.

e) del delitto di sequestro di persona aggravato e continuato (artt. 81=605=61 n. 4 C.P.) per avere, in epoca successiva all’8 settembre 1943, in Monselice e altrove, con più atti esecutivi di un medesimo disegno criminoso, privato della libertà personale Forlin Orlando, Scarparo Fedora, Tognin Fortunato, Piva Angelo, Tognin Giovanni, Augusto ed Enrichetto, Bregolin Primo, Sattin Bruno, Spagna Luigina, Miotto Vittorio ed altri, adoperando sevizie ed agendo con crudeltà verso di essi.

IL CALLEGARO INOLTRE:

a) Del delitto di sequestro di persona aggravato e continuato (art. 81, 605 61 n. 4 C.P.) per avere, in data successiva all’8 settembre 1943, in Monselice ed altrove, con più atti esecutivi di un medesimo disegno criminoso, privato della libertà personale Girotto Clemente, Biasiolo Silvio, Temporin Armando, ed altri, adoperando sevizie ed agendo con crudeltà verso di essi.

IL CURSIO ED IL CALLEGARO INOLTRE:

a) Di concorso nel delitto di tentato omicidio (art. 110=56=575 C.P.) per avere in corcorso tra di loro, il 12 agosto 1944 in Monselice allo scopo di cagionare la morte di Capuzzo Guglielmo, colpito il medesimo con diversi colpi di arma da fuoco, non raggiungendo l’intento per circostanze indipendenti dalla loro volontà.

b) di concorso nel delitto di rapina aggravata e continuata (artt. 110=81=628 p.p. e u.p. n. 1 C.P.) per essersi, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso in concorso tra di loro e per procurarsi un ingiusto profitto, impossessati con violenza il 18 ottobre 1944 in Monselice, di due coperte di lana, 12 paia di calze da uomo, 8 metri di stoffa, due paia di pantaloni tre bluse ed altro ed il 21 ottobre 1944 della somma di lire 555.000 e di lire 42.000 sottraendo il tutto rispettivamente a Girotto Luigi, Ponchia Danilo e Sturaro Giuseppe che lo detenevano.

c) di concorso nel delitto di sequestro di persona aggravato e continuato (art. 110=81=605=61 n. 4 C.P.) per avere in concorso fra di loro in data successiva all’8 settembre 1943, in Monselice e altrove, con più atti esecutivi di un medesimo disegno criminoso, privato della libertà personale Capuzzo Guglielmo, Sturaro Giuseppe, Ponchia danilo, Moro Luigi e Giuseppe, Forlin Orlando, Guglielmo Bruno, Giorgio Angelo, Barollo Alessandro, Bergamasco Antonio garibaldini di Monselice, tra cui Bernardini Alfredo e Tiberio, Baveo Ottavio, Sartori Idelmino, Gagliardo Tranquillo, Gialain Danilo, Rebato Redames, Girotto Dante e Luciano, che furono tutti deportati in Germania, donde 8 di essi non hanno fatto ritorno, agendo con crudeltà e adoperando sevizie prolungate ed efferate verso le persone degli arrestati.

Per tutti gli imputati e per tutti i reati concorrenti con l’aggravante di cui all’art. 61 n. 5 C.P. per avere profittato di circostanze di tempo e luogo, tali da ostacolare la pubblica e privata difesa.

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