Archivio di Stato di Padova, Corte d’Assise Straordinaria, b. 866, fasc. sentenza n. 445 su Cursio Raffaele e Callegaro Primo, foglio 66

sotto la scritta in lapis “argine sinistro”, ndr.] Monselice, li 3 dicembre 1945

ALLA CORTE D’ASSISE STRAORDINARIA DI PADOVA

AL COMANDO CC.RR: DI MONSELICE

e.p.c. AL PARTITO COMUNISTA ITALIANO FEDERAZIONE DI PADOVA

OGGETTO: Denuncia a carico del M.llo CURZIO Raffaellle, brig. RINALDI Antonio e del Cap. MENEGHINI Gaetano (giustiziato nei giorni dell’insurrezione). = Io sottoscritto FORTIN Augusto (Battaglia) abitante a Monselice in Via Argine Sinistro Garibaldino del IV° Batgl. “Falco” della Briagata Garibaldi “Franco Sabatucci” di Padova, dichiaro quanto segue:

“La sera del 30 ottobre 1944 alle ore 9,30 in località di Galzignano presso la famiglia di certo “Pasqualino”, dove aveva alloggio il comando del IV° Btgl. “Falco” si teneva una riunione del comando stesso, presenti: il capitano ORLANDINI, un certo NICOLA, il padrone della casa (Pasqualino), TOMBOLA Luigi (detto Micio commissario del Btgl.) 3 russi disertori, un certo LUCIANO e il sottoscritto (in tutto n. 9 persone). Un garibaldino (NEMBO) che si trovava di guardia all’esterno dell’abitazione circa all’ora suddetta veniva ucciso da una scarica di mitra, nello stesso istante si spalancava la porta e il tenente MENEGHINI con una scarica di mitra riduceva in fin di vita il capitano ORLANDINI che si trovava alla mia destra e feriva gravemente un russo che si trovava alla mia sinistra. Al rimanente dei presenti veniva imposto di uscire dopo aversi legate le mani (non si aveva avuto il tempo di reagire data la brevità e la sorpresa dell’azione nazi-fascista). Usciti che fummo il brigadiere CURZIO Raffaele lanciava nell’interno dell’abitazione una bomba a mano tipo “Sipe” ponendo fine agli ultimi respiri del rantolante capitano ORLANDINI. Fummo poi consegnati a reparti della S.D. tedesca di Padova. Dopo pochi giorni prelevati dalla casa di pena di Padova furono fucilati: LUCIANO, NICOLA, PASQUALINO, il fidanzato della figlia di PASQUALINO, e uno dei russi. Faccio presente che all’uscita dell’abitazione l’allora brigadiere CURZIO Raffaele (promosso poi maresciallo per la’zione sopra descritta) mi colpì con il calcio del mitra alla schiena. In fede Fortin Augusto

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