Archivio di Stato di Padova, Corte d’Assise Straordinaria, b. 866, fasc. sentenza n. 445 su Cursio Raffaele e Callegaro Primo, foglio 71

PROCESSO VERBALE di interrogatorio di Reggiani Carlo di Guido e di Orlandi Augusta, nato a Brugine (Padova) il 28 gennaio 1908, cittadino italiano, milite scelto della g.n.r., coniugato, residente a Piove di Sacco = Via S. Nicolò è.=

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L’Anno millenovecentoquarantacinque, addì 14 giugno, ore 16, nella casa di pena di Padova, avanti a noi sottoscritti ufficiali di polizia giudiziaria, è presente REGGIANI CARLO, in oggetto generalizzato, il quale dichiara quanto segue: ===

Assolto le scuole tecniche di Piove di Sacco mi impiegai presso il zuccherificio di Pontelongo durante la campagna saccarifera del 1942. Successivamente fui impiegato presso varie ditte private in Padova e, nel 1929, mi arruolai quale soldato di leva nel 5° reggimento Genio, di stanza a Trieste. Nel 1930, in settembre, fui congedato col grado di caporale e feci ritorno in famiglia. Dall’atto del congedo alla primavera del 1932 collaborai con mio padre all’amministrazione dei terreni di proprietà di Salon Ettore, nel Comune di Brugine. Dopo fui impiegato come viaggiatore della Ditta lubrificanti “Valdolini” di Milano. Nel febbraio 1936 fui richiamato alle armi e fui inviato in A.O.I. con il 367° btg.autonomo. Nel luglio di detto anno essendo affetto di nefrite fui rimpatriato. Nel Settembre 1937, in seguito alla morte di mia moglie, mi trasferii a S. Severia di Roma, dove trovai impiego, come avventizio presso quel centro militare. Nel luglio 1942 fui richiamato nuovamente alle armi ed inviato in Dalmazia con il 112° btg. CC.NN. della divisione “Zara”. Rimpatriato nel giugno 1943, a Fiorenzuola dove fui colto dai noti avvenimenti dall’8 Settembre. Abbandonai, senza indugio, il reparto con l’intenzione di raggiungere la famiglia, ma il 12 successivo, nei pressi di Bologna, fui catturato dai Tedeschi e rinchiuso in un campo di concentramento. Dopo 5 giorni di mio fermo, riuscii a fuggire ed a raggiungere la famiglia mia. Nel Dicembre 1943, in seguito a richiamo, mi presentai al comando della 53° Legione CC.NN. di Padova. Non disponendo di mezzi necessari per vivere fui costretto a rimanere in servizio. Per intercessione del centurione Marinoni Francesco che mi conosceva da tempo, fui assegnato all’Ufficio matricola come dattilografo. Nell’Agosto 1944, in seguito alla deportazione dei Carabinieri in Germania, il centurione Marinoni mi fece trasferire, sempre con mansioni di dattilografo, all’Ufficio politico della g.n.r., in sostituzione di un appuntato dei Carabinieri. Dopo circa un mese che facevo parte di detto Ufficio, il centurione Marinoni mi ordinò di mettermi a disposizione dei Brigadiere della g.n.r. Dacci Nicola per dattilografare verbali di interrogatori di fermati politici che in quel’epoca si trovavano nella casa di pena di Padova Ricordo i nomi dei seguenti detenuti: Ing. Masci direttore del lanificio “Marzotto” di Valdagno; di un colonnello dei carabinieri in congedo ,di cui non ricordo il nome, capo del personale del lanificio suddetto; Dalla Molle, da Rocchetta di Thiene; Prof. Campiglio, direttore dell’Ospedale di Mezzaselva (Vicenza); Prof. Stella, da Zuliano di Vicenza. Tutti i suddetti furono in seguito rimessi in libertà. Ricordo di aver dattilografato altri verbali di interrogatorio di detenuti politici dettatami dal Dacci e di altri superiori ma dato il tempo trascorso non sono in grado di indicare i nomi. Preciso che io mi attenevo esclusivamente a quanto mi veniva dettato. Non ho effettuato rastrellamenti con reparti italiani o germanici, né ho preso parte ad altre operazioni di servizio. Se non erro nel mese di febbraio 1945, in mancanza di altro personale fui comandato insieme al Dacci e ad un altro Brigadiere della g.n.r., del quale non ricordo il nome, a procedere al fermo di uno sconosciuto in Padova. Ignoro il motivo di tale servizio. AD.R. Non ho mai assistito, né preso parte, ad esecuzioni capitali. A.D.R. Nego recisamente di avere, il 1 novembre 1944, partecipato in Galzignano all’operazione di servizio di cui mi fate cenno, effettuato dalla SS. Germanica e da alcuni elementi della g.n.r. che culminò nella uccisione del Dott/Orlandini. E’ a mia conoscenza, però, che vi presero parte alcuni elementi della g.n.r. tra cui il brigadiere Curzio Raffaele, comandante il distaccamento della g.n.r. di Monselice, Brigadiere Dacci Nicola, dell’Ufficio politico della g.n.r. di Padova e certo D’Amico dal quale non conosco altri dati. IL giorno dopo, il Dacci, raccontò in Ufficio che in Galzignano avevano catturato cinque patrioti ed in conflitto avevano ferito un russo e un borghese. Dopo qualche tempo il Dacci avendo letto sull’ordine del giorno del comando Provinciale della g.n.r. di Padova che il Brigadiere Curzio era stato promosso Maresciallo e dopo qualche tempo ancora aveva letto sul giornale “Il Veneto” la concessione della medaglia d’argento al valor militare al medesimo, si risentì e fece esposto al suddetto comando per ottenere anch’egli una ricompensa per l’operazione compiuta assieme al Curzio. Infatti il Comando fece proposta per fargli conferire la medaglia di bronzo e che non la ottenne per il sopraggiungere dei moti insurrezionali. AD.R. Preciso che il Dacci parlando in Ufficio alla presenza di altri ebbe ad esprimersi in questi termini: “”nel conflitto io ed il Curzio abbiamo sparato ed ferito insieme al russo ed il borghese. Il Curzio ha ottenuto due ricompense mentre io niente””. A.D.R. Credo che egli alludeva anche al ferimento del dott. Orlandini. A.D.R. Nel marzo 1945 il Dacci a domanda venne trasferito al comando provinciale della g.n.r. di Milano e non fece più ritorno a Padova. Non ho altro da aggiungere. Fatto, letto e sottoscritto. F/to Carlo Reggiano F/to Rucci Domenico maresciallo maggiore CC.RR.

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