Archivio di Stato di Padova, Corte d’Assise Straordinaria, b. 866, fasc. sentenza n. 445 su Cursio Raffaele e Callegaro Primo, foglio 94

PROCESSO VERBALE di descrizione recognizione e sezione di cadavere. L’anno 1945 il giorno 1 del mese di giugno in Luvigliano e nella Villa Vescovile Noi dott. Schiro Jose

Procuratore dello Stato…

Assistito dal sottoscritto Segretario…

Ci siamo recati in detta località per accertare la causa della morte. Per le operazioni peritali abbiamo richiesta la presenza del signor Soprana Dr. Cesare [di fianco risulta scritto “Nulla osta 1-6-45

SPESE Trasferta L. 183,35 (…) Il cancelliere”, ndr.] al quale, previa ammonizione sull’importanza morale del giuramento, sul vincolo religioso che i credenti con esso contraggono verso Dio e sulle pene stabilite contro i colpevoli di falsità in giudizio, ai sensi dell’art. 142 Cod. proc. Pen., abbiamo deferito il giuramento leggendogli la formula (…) Il perito ha pronunciato le parole: Lo giuro. Invitato a declinare le sue generalità, ha dichiarato chiamarsi: Soprana Cesare di Arturo anni 35 medico legale. Al fine di procedere alla recognizione del cadavere abbiamo fatto comparire alla preesenza i nominati

  1. Forcato Mario fu Antonio n 1917 Galzignano
  2. Pavanello Antonio di Alessandro di anni 20 Galzignano

Ammoniti dell’importanza morale del giuramento, del vincolo religioso che cono esso contraggono dinnanzi a Dio e delle pene stabilite contro i colpevoli di falsità in giudizio, abbiamo letto la formula (…) I testimoni stando in piedi, a capo scoperto, al nostro cospetto hanno l’uno dopo l’altro pronunciato le parole: Lo giuro. Richiesti delle generalità si sono qualificati come sopra. Invitati i medesimi ad esaminare attentamente il qui giacente cadavere ed a dichiarare a chi abbia appartenuto, hanno l’uno dopo l’altro risposto: Il cadavere che voi mostrate apparteneva in vita a Celadin Ernesto fu Pietro e fu Babetto Giovanna n. 27-8-89 da Galzignano. E previa lettura e conferma del loro deposito si sono coll’Ufficio sottoscritti Forcato Mario Pavanello Antonio Il Procuratore dello Stato IL SEGRETARIO

Quindi licenziati i testimoni suddetti (…) proceduto alla descrizione della posizione e degli indumenti del cadavere dando atto che nel recinto della Villa Vescovile giace supino un cadavere di sesso maschile dell’apparente età di anni 51. Si dà atto che il cadavere viene esumato direttamente da una fossa comune ricavata presso una mura di cinta. Il cadavere indossa una giacca di panno di color marrone, due pullover di lana grigia, una camicia felpata a quadri, una flanella grigia pantaloni grigi con disegni a quadri, mutande lunghe felpate, scarpe alte di cuoio color nero.

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