Un sacerdote vieta il canto “Bella Ciao”: intervento dell’A.N.P.I. di Padova

Pubblichiamo il testo della lettera inviata dall’ANPI Padova a don Gianandrea Di Donna, al vescovo Claudio Cipolla e ai giornali a commento dello spiacevole espisodio avvenuto sabato 22 u.s. quando il sacerdote ha interrotto l’esecuzione di “Bella ciao” da parte del gruppo Balkan Bazar.

“Reverendo, la stampa cittadina ci informa di un suo intervento deciso, che ha comportato l’interruzione di un’esecuzione musicale da parte di un gruppo che suonava la canzone Bella Ciao sul sagrato del Duomo di Padova. “Nè rosso, nè nero qui!” lei ha esclamato.Ne deduciamo che lei si è sentito in dovere di intervenire perchè “Bella Ciao”, canzone a suo avviso”rossa”, costituirebbe oltraggio e contraddizione inaccettabile rispetto alla sacralità del luogo di esecuzione ( il sagrato, appunto).Le facciamo osservare che “Bella Ciao” ( sulla cui genesi la discussione è peraltro aperta fra i musicologi) è un canto che esalta la Resistenza, la Libertà, i Partigiani morti per la libertà e che invita a deporre da parte di tutti ( “le genti che passeranno”) un fiore sulla tomba dei morti per la Libertà. E’esplicitamente un canto contro il fascismo e contro il” nero” e l’invasore, ma non è per niente un canto”rosso”: è un canto per la Resistenza, nato probabilmente dopo la Resistenza, eseguito in Italia e, negli ultimi anni, in tutto il mondo, là dove per la libertà ci si batte.Le ricordiamo inoltre che molti preti cattolici italiani furono attivi sostenitori e organizzatori della Resistenza: fra questi molti della Diocesi di Padova, da don Giovanni Apolloni a don Giovanni Nervo, da Don Antonio Pegoraro a Don Guerrino Gastaldello. Ecco, Reverendo, osiamo pensare che questi preti, diversamente da Lei, nulla avrebbero da ridire ascoltando, davanti alla Casa di Dio, una canzone che ricorda” il partigiano morto per la Libertà”.

Distintamente. Floriana Rizzetto (Presidente Provinciale ANPI Padova)

Maurizio Angelini (Vice Presidente Provinciale ANPI Padova)

Padova, 23 Maggio 2021

N.B. Don Giovanni Apolloni dell’Antonianum collaborò all’attività clandestina dei partigiani di “Giustizia e Libertà”; Don Giovanni Nervo collaborò e diede assistenza spirituale ai partigiani del Grappa. Don Antonio Pegoraro e Don Guerrino Gastaldello, cappellani rispettivamente a Caltana e Murelle, furono gli organizzatori delle squadre partigiane della “Guido Negri”

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