Archivio di Stato di Padova, Corte d’Assise Straordinaria, b. 866, fasc. sentenza n. 445 su Cursio Raffaele e Callegaro Primo, foglio 198

Comando Brigata Guardia Finanza DI BASSANO DEL GRAPPA

Processo Verbale di interrogatorio

L’anno 1946 addì 18 del mese di Novembre nell’ufficio della Brigata Suddetta il Sottoscritto comandante Maresciallo Magg. T. Epifani Alcibiade, procede all’interrogatorio del Finanziere Ten. Fasolato Guglielmo di Ferdinando fu Gobbo Fiomeno, nato a Carrara S. Giorgio (Padova) il 1.2-1920 – appartenente alla Brigata di Bassano, il quale dichiara quanto segue: Ho fatto parte della Brigata partigiana “Democrazia Cristiana Guido Negri” dal giugno 1944, fino alla liberazione. Il giorno 22 gennaio 1945 in seguito ad una battuta generale, almeno ritengo, fui arrestato insieme ad altri e cioè Guglielmo Bruno, Giorgio Angelo, Barollo Alessandro e Bergamasco Antonio, tutti miei compagni di Brigata. L’arresto venne compiuto mentre mi trovavo a casa da un nucleo di uomini della G.N.R. di Monselice e del quale nucleo ricordo che facevano parte tali Curzio – Rinaldi – Montin ed altri. Lo stesso giorno fui condotto nella caserma di Monselice. Rimasi in tale caserma senza essere interrogato e senza somministrazione i cibo quattro o cinque giorni. Dopo cinque o sei giorni dall’arresto verso le ore 22 della sera insieme ai compagni Giorgio e Bergamasco fui condotto nell’ufficio del Comandante ove assieme ad un Capitano ed una decina o dodici sottufficiali e militi fummo interrogati. L’interrogatorio consisté innanzi tutto in nervate (nervo di cuoio) per le varie parti del corpo e specialmente sulla schiena, nonché schiaffi. Dall’interrogatorio fattoci volevano ottenere la nostra confessione circa i nomi delle altre persone che componevano la Brigata nonché la provenienza delle armi dato che ritenevano che fossimo stati in possesso di armi e che tali armi avessimo nascoste in campagna. Constatata la nostra reticenza nonostante le battute col nervo e gli schiaffi ci sottoposero a sevizie mediante l’uso di corrente elettrica consistente in un apparecchio che girando una manovella produceva la corrente che ci veniva agganciata alle mani mediante due fili normali di impianti elettrici. Aggiungo che mentre ci usavano tali sevizie eravamo legati con le mani dietro alla schiena e piedi scalzi. Chi maggiormente si accaniva nelle sevizie era il Curzio. Verso la mezzanotte ci hanno rinchiuso nelle celle ed il giorno successivo ci hanno fatto firmare un verbale. Dopo otto o dieci giorni dal nostro arresto e dopo di essere stati interrogati siamo stati passati alle carceri di Monselice ove siamo rimasti una decina di giorni e successivamente alla casa di pena di Padova. Per la verità aggiungo che non ho subito sevizie durante la mia detenzione sia nel Carcere di Monselice sia nella casa di pena di Padova. Le sevizie ripeto le ho subite durante la permanenza nella caserma della G.N.R. Fatto letto e confermato viene sottoscritto. Il Verbalizzante

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