Archivio di Stato di Padova, Corte d’Assise Straordinaria, b. 866, fasc. sentenza n. 445 su Cursio Raffaele e Callegaro Primo, foglio 219

VERBALE DI ISTRUZIONE SOMMARIA (Art. 389 e segg. Cod. Proc. Pen.) L’anno 1946 il giorno quindici del mese di luglio Avanti a Noi Dr. Avv. Dino Segni assistiti dal sottoscritto E’ comparso: Temporin Armando, fu Annibale, di anni 30, nato a Anguillara Veneta e dom. a Monselice, autista. Depone = negli ultimi giorni di dicembre del 1944 fui arrestato dalla g.n.r. di Monselice come disertore dell’esercito repubblicano. Fui tenuto in cella due mesi nella caserma della g.n.r. e poi passato alle carceri mandamentali di Monselice dove stetti altri due mesi. Ad arrestarmi furono Curzio e Rinaldi, Montin e Callegaro. Quando venni arrestato il Santi era stato ucciso da pochi giorni, per cui intesi dai militi che avevano proceduto all’operazione come i fatti si erano svolti. Poiché il Santi era sbandato, la g.n.r. ne aveva deciso la cattura. Dopo tre o quattro appostamenti, la mattina del 22 dicembre 1944, salvo errore, sapendo che il Santi era solito percorrere la strada da Solesino a S. Elena, fu bloccata da sei pattuglie la strada stessa. Quando il Santi fu scorto, il Montin sparò per primo, colpendo il Santi a una gamba. Essendosi questo gettato in un fosso, perché ferito, il Curzio gli si avvicinò, dicendogli di farsi il segno della croce, al che il Santi non aderì. Allora gli Curzio gli tagliò i capelli a forma di croce e poi gli scaricò a bruciapelo una raffica di mitra o meglio gli sparò addosso diversi colpi di pistola, colpendolo ripetutamente. Il Curzio diceva di avere fatto ciò, perché il Santi si era rifiutato di farsi il segno della Croce. Il Callegaro lo finì con una bomba a mano. Questa versione intesi personalmente da tutti quelli della G.N.R. e particolarmente da Montin e Callegaro. Curzio, Callegaro, Rinaldi e Montin erano dei torturatori. Estorcevano le confessioni degli individui che venivano fermati con applicazioni di corrente elettrica ai lati degli orecchi o alla lingua. Ho visto degli individui ridotti in pessime condizioni. D.R. Lo stesso Curzio si vantava di aver guidato i tedeschi a una casa di Galzignano per sorprendervi dei partigiani e di aver scaricato delle raffiche di mitra, colpendone alcuni. Egli diceva che, se non si arrendevano, potevano ucciderli tutti. D.R. Il Callegaro era uno dei più feroci nei confronti degli sbandati. Giunse ad arrestare il proprio fratello. Era sempre presente in ogni operazione. Un mattino sono andati a catturare cinque partigiani di una brigata democristiana a Carrara S. Giorgio, i quali, tradotti in caserma di Monselice, vi furono gravemente torturati con applicazioni continue di corrente elettrica. L.C.S. Temporin Armando

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