Archivio di Stato di Padova, Corte d’Assise Straordinaria, b. 866, fasc. sentenza n. 445 su Cursio Raffaele e Callegaro Primo, foglio 223

VERBALE DI ISTRUZIONE SOMMARIA

L’anno 1946 il giorno 16 del mese di luglio in Padova Avanti a Noi Dr. Avv. Dino Segni assistiti dal sottoscritto E’ comparso maresciallo dei carabinieri Barbieri Beniamino, di Beniamino, di anni 48, nato a Maierato (Catanzaro) e residente a Padova, comandante la stazione principale di Padova (Prato della Valle Depone = Nell’agosto del 1944, previ ordini del C.L.N. clandestino di Monselice, entrai a far parte della G.N.R. e poi destinato come scrivano alla compagnia di Este, da cui Monselice dipendeva. Il Curzio era il comandante del distaccamento della g.n.r. di Monselice. D.R. Circa l’omicidio di Santi Pietro, questo fu consumato da parecchi elementi della g.n.r. di Monselice, vi presero parte il Curzio e il Callegaro. Nulla mi costa sui particolari del fatto. Escludo però che il Santi fosse ricercato come partigiano o sbandato. Egli era il capo di una banda di rapinatori, che agiva tra Monselice ed Este. Anche prima dello scioglimento dell’Arma dei Carabinieri, egli era ricercato per lo stesso motivo. D.R. Circa il fatto che costò la vita al dottor Orlandini, seppi l’indomani dal capitano Meneghini, che lo diceva in ufficio, che il Curzio, partito da Padova nella notte assieme ad elementi dell’U.P.I. si era portato a Galzignano, scoprendo in casa Celadin un nucleo di partigiani, del quale faceva parte un militare russo,. Uno dei primi ad entrare era stato il Curzio, il quale aveva sparato diversi colpi d’arma da fuoco, colpendo mortalmente qualcuno dei presenti. D.R. Non ho mai sentito nominare il brigadiere Dacci. Probabilmente faceva parte degli elementi dell’U.P.I. che hanno partecipato all’operazione. Non mi risulta che abbiano preso parte il Rinaldi e il Callegaro. D.R. All’indomani, per ordine del cap. Meneghini, mi portai a Galzignano assieme ad elementi della g.n.r. e della b.n. di Monselice. L’operazione era comandata da un ufficiale della b.n. scopo della operazione era quello di rinvenire i cadaveri e di catturare altri partigiani. Non fu trovato nessuno. Il Curzio, che comandava gli elementi della g.n.r. di Monselice, voleva dar fuoco alla casa, che io riuscii a salvare, facendogli osservare che sarebbe perito il grano e il granoturco, che era necessario in quei momenti. D.R. L’operazione che portò all’arresto e alla deportazione dei trenta garibaldini nella notte del 18 ottobre 1944 era diretta dal capitano Meneghini. Vi presero parte il Curzio e il Callegaro. Debbo dire però che il Curzio cercò di attenuare la gravità dei fatti addebitati ai ragazzi, ma il Meneghini fu inflessibile. Otto dei garibaldini deportati non hanno fatto ritorno. D.R. Mi risulta che il Curzio soleva seviziare con la corrente elettrica qualche persona più riluttante a parlare. Il Callegaro agiva in genere ai suoi ordini, partecipando talvolta alle sevizie. Beniamino Barbieri

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